Addio umido in casa: il tritarifiuti domestico




Addio umido in casa: il tritarifiuti domestico
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Il tritarifiuti domestico, noto anche con il nome di dissipatore di rifiuti, è un dispositivo ancora poco conosciuto in Italia ma ampiamente diffuso negli States. L’umido, costituito dalle bucce di frutta e verdure, avanzi di cibo e prodotti alimentari avariati, costituisce il 25% dei rifiuti domestici di una famiglia.

Per le amministrazioni comunali la raccolta e lo smaltimento di questo tipo di scarti da compostaggio ha un costo importante che, stando ai dati Ispra del 2011, ammonterebbe a 50,1 Euro l’anno a famiglia. L’umido è un problema serio per chi abita in città e non ha un posto all’aperto dove tenerlo: si decompone rapidamente generando cattivo odore soprattutto durante la stagione estiva.

Come risolvere dunque tutti questi problemi in maniera semplice, rapida e soprattutto efficace? Ebbene, la soluzione è a portata di mano ed esiste da anni, per la precisione dal lontano 1927.

Il tritarifiuti domestico è un brevetto ideato dal brand americano Insinkerator che ancora lo produce negli States e lo esporta in tutto il mondo. Il marchio tutt’oggi è l’unico detentore del brevetto. Quando fu inventato questo prodotto così rivoluzionario, alle famiglie americane fu impedito di acquistarlo e utilizzarlo fino al 1940 perché le leggi che regolavano l’utilizzo del sistema fognario, lo avevano specificamente bandito. Successivamente la legge non solo venne modificata a favore dell’uso del tritarifiuti ma in alcuni stati le famiglie furono obbligate a dotarsi del dispositivo in questione. Solo nello stato di New York il divieto a resistito fino al 1997.

Esistono un gran numero di modelli di tritarifiuti, tutti rigorosamente prodotti dalla Insinkerator. Hanno un costo che varia da un minimo di 300 Euro a un massimo di 1000 Euro per quelli più capienti e sofisticati che consentono di smaltire nello stesso periodo di tempo un volume maggiore di scarti di tipo alimentare.

 
Come funziona?

In pratica il dissipatore di rifiuti ha la facoltà di smaltire rapidamente tutto l’umido prodotto entro le mura domestiche: dai gusci d’uovo alle bucce di banana, dagli scarti delle verdure agli avanzi della cucina come ossi di pollo e noccioli. Viene installato al di sotto del lavandino e collegato direttamente allo scarico delle acque. In pratica basta introdurre nello scarico del lavandino collegato al tritarifiuti ciò che si vuole smaltire e azionarlo. In pochi secondi il dispositivo tritura quanto introdotto eliminandolo poi attraverso lo stesso scarico dell’acqua.

Quando il tritarifiuti è in azione è necessario aprire il rubinetto per facilitare lo scorrimento del prodotto triturato attraverso lo scarico. Per installare questo dispositivo non è necessario ricorrere a manodopera specializzata. Basta infatti avere qualche nozione base di fai da te per sistemare il dissipatore al di sotto del lavandino della cucina e collegarlo sia allo scarico che alla presa di corrente più vicina. Adoperando quotidianamente il tritarifiuti non si dovrà più tenere in casa il contenitore dell’umido: non solo dunque si risparmierà spazio ma si eviterà che la loro rapida decomposizione renda maleodorante l’ambiente.

 
E’ pericoloso?



Al contrario di quanto si posa essere portati a pensare, il tritarifiuti non è affatto pericoloso per la salute. Non ha al suo interno lame affilate ma una sorta di grattugia posizionata sul fondo. Questa grattugia non può essere raggiunta con le mani a meno che non si infili la mano e il polso di proposito al suo interno. Durante il funzionamento il cilindro attraverso il quale vengono introdotti ha una velocità di 12mila giri al minuto. I residui vengono pressati sul fondo mediante un apposito sistema e quindi sminuzzati molto finemente.

 

Tritarifiuti domestico, è legale? Normativa

L’utilizzo del tritarifiuti è legale non solo negli Stati Uniti ma anche in Italia. Con il decreto legislativo 152/1999 e le successive modifiche è stato sdoganato il possesso e quindi l’uso dei dissipatori per uso domestico. Non inquinano affatto l’ambiente ma aiutano a eliminare il quantitativo di rifiuti che vengono raccolti a cadenza regolare dagli appositi camion. Ovviamente il tritarifiuti non inquina se viene usato esclusivamente per smaltire l’umido e non plastiche o cose simili. Tutto ciò che viene polverizzato dal tritarifiuti non costituisce un pericolo per le tubature né per la depurazione delle acque. Ciò che esce dal dissipatore è una sorta di brodo molto liquido che contiene un 90% di acqua e un 10% di scarti polverizzati.

 

Tritarifiuti da lavandino: i migliori

  • Fra i modelli migliori attualmente reperibili in Italia c’è il dissipatore Franke TE75 dotato di pulsane pneumatico per l’attivazione e lo spegnimento. Può essere installato agevolmente al di sotto di ogni lavello di dimensioni standard dotato di pilettone da 3″ e ½. Dispone di una protezione da sovraccarico e ha un peso complessivo di 7,5 Kg. Per funzionare deve essere attaccato alla corrente di rete a 220 V e dispone di spina Shuko europea.

     
    FRANKE TE75

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  • Un altro modello molto commercializzato negli States ma anche in Inghilterra è il InSink Erator 76933 Evolution 100. Ha un peso maggiore del precedente tritarifiuti presentato ed è anche più grande. È particolarmente silenzioso rispetto agli altri modelli e dispone di un’innovativa tecnologia di dissipazione suddivisa in due stadi. Su questo modello il produttore fornisce una garanzia di cinque anni. Il foro di entrata del tritarifiuti dispone di un tappo che evita l’ingresso delle posate che potrebbero danneggiarlo. Ha un potente motore a induzione e consente di effettuare un’installazione rapida e semplificata. Il corpo esterno di entrambi i modelli è in materiale plastico che ben resiste all’usura nel corso degli anni.

     
    InSinkErator 76933 Evolution 100

 

Adoperando uno dei modelli di dissipatore appena presentati si annulla completamente la produzione domestica di tutti quei rifiuti umidi derivati dagli scarti alimentari e si evita l’insorgenza all’interno delle pareti domestiche di cattivi odori, soprattutto durante la stagione più calda dell’anno.

Se tutti adoperassero i dissipatori, le amministrazioni comunali risparmierebbero somme importanti di denaro che annualmente investono nella raccolta differenziata porta a porta o di quartiere. In Italia, nonostante la legge lo consenta, sono ancora pochi i tritarifiuti installati in ambito domestico. La spesa da affrontare per dotarsi di uno di questi dispositivi dopotutto non è così elevata se si paragona ai vantaggi che si ottengono con il loro utilizzo quotidiano.

 



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