Lizzie Carr, la ragazza che raccoglie plastica sulla tavola da surf




 

Lizzie Carr, che si fa chiamare anche Lizzie Outside per la sua passione per stare nella natura, pulisce fiumi dalla plastica insieme al suo “esercito” e ha lanciato un’app per segnalare punti di accumulo di plastica e inquinamento in tutto il mondo.

Negli ultimi anni Stand up paddling (SUP) è diventato uno sport molto popolare anche in Italia. È uno sport molto meditativo perché consiste nel pagaiare con un remo lungo stando in piedi su una tavola da surf attraversando così uno specchio d’acqua poco mosso. Ma oltre ad essere uno sport molto meditativo e rilassante, il SUP si è anche rivelato un ottimo mezzo per aiutare l’ambiente. A scoprirlo è stata l’attivista Lizzie Carr.

Lizzie Carr è una giovane donna londinese che nella sua vita ha dovuto superare diverse sfide, come un bruttissimo cancro che aveva già iniziato ad agire sul suo sistema linfatico.

Dopo un faticoso periodo in cui si è fatta curare, lei ha scoperto la sua passione per questo sport. E quando nel 2015 le è stato detto di essere guarita dal cancro, ha deciso di utilizzare la sua passione per il SUP per aiutare l’ecosistema del pianeta e per proteggere la natura che ama tanto, pulendo fiumi e canali dall’inquinamento di rifiuti in plastica usa e getta.

Sul suo blog scrive che dopo la terrificante esperienza che è stata la lotta contro il cancro, avvertiva il bisogno di amare ogni singolo giorno della propria vita e che questa sensazione alla fine l’ha spinta a licenziarsi dal suo lavoro in ufficio per seguire, e in qualche modo anche per unire, le sue più grandi passioni: il SUP e la natura.

Così Lizzie Carr diventa un’attivista per l’ambiente fondando un’organizzazione benefica che si chiama Plastic Patrol. Ad aiutarla è il suo “esercito anti plastica”, un gruppo di più di 8.000 attivisti che con i propri SUP, canoe e longboard pattuglia fiumi e canali, inizialmente solo in Inghilterra, ma ormai in più di 40 paesi in diversi parti del mondo, per raccogliere plastica e controllare la qualità delle acque.

Per coordinare meglio le attività di Plastic Patrol, Lizzie ha sviluppato un’app che offre agli utenti la possibilità di segnalare zone particolarmente inquinate attraverso un sistema di geo-tagging, aggiungendo foto e descrizione della situazione per avvertire anche le forze dell’ordine problema dell’inquinamento ambientale dovuto alla plastica usa e getta.

Nel 2017 Lizzie è stata la prima donna ad attraversare la Manica da sola sulla sua tavola da SUP e nell’autunno del 2018 è stata la prima donna ad attraversare l’Hudson River nello stato di New York negli Stati Uniti per tutta la sua lunghezza di 275 chilometri.

Il suo viaggio è durato otto giorni, in cui la Carr non si è però limitata allo pagaiare. Ha scelto l’Hudson per la sua missione perché gli Stati Uniti d’America sono la nazione che usa più plastica usa e getta al mondo.

Oltre a raccogliere e segnalare punti di accumulo di plastica lungo il fiume, Lizzie ha rilevato provette d’acqua e raccolto tantissimi dati sulla qualità dell’acqua attraverso una speciale pinna, installata sulla sua tavola da SUP appositamente per questo viaggio per controllare la quantità di microplastiche che inquinano il corso d’acqua statunitense.

Tutte le informazioni da lei raccolte sono poi state condivise con l’Hudson River Park Trust per approfondire i risultati e trovare una strategia per migliorare la qualità dell’acqua dell’Hudson e per liberarlo dell’inquinamento.

Oggi Lizzie continua ad essere un’ispirazione per migliaia di persone. Sono sempre più persone che partecipano alle attività di Plastic Patrol, che la seguono e che l’aiutano a sviluppare e realizzare sempre nuovi progetti per proteggere l’ambiente e per liberare la natura dall’inquinamento di plastica usa e getta.

 
Una sua intervista su Sky News

 
 



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