Il compostaggio domestico




Il compostaggio domestico
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Il compostaggio è un processo di riciclo dei rifiuti domestici attraverso il quale si può ottenere, a costo zero, un ottimo fertilizzante da utilizzare per le proprie piante in vaso, per il proprio giardino o per l’orto domestico. L’importanza di creare il compost in casa è duplice: da un lato si riutilizzano i rifiuti, un’ottima cosa visto che rappresentano un grande problema in quasi tutte le città italiane. Dall’altro, si ottiene un prodotto davvero efficace e nutriente per la terra e per le piante, tanto per quelle da fiore quanto per quelle produttive, da frutta o verdura. Creare il compost col fai-da-te non è un’operazione difficile, basta seguire alcune linee guida che permetteranno di ottenere un ottimo fertilizzante, senza troppa fatica e senza disguidi durante la preparazione.

1 Detrazioni fiscali
2 Come si fa e perchè farlo
3 Come si realizza una compostiera
4 Dove posizionarla
5 Cosa mettere dentro
6 Come evitare i cattivi odori
7 Moscerini nella compostiera

 
 
 
 

 

Compostare i propri rifiuti ha vantaggi economici?

I regolamenti comunali prevedono uno sgravio fiscale per chi sceglie di effettuare il compostaggio domestico. Infatti, ridurre la quantità di rifiuti da smaltire è, per il Comune, un grosso aiuto. Legambiente ha diffuso alcuni dati, secondo i quali, una famiglia che sceglie di effettuare il riciclo domestico dell’umido, può arrivare a risparmiare fino a 60 euro l’anno sulla TARI, la tassa sui rifiuti.

 
 

Il compostaggio domestico: come avviene e a cosa serve

Per compostaggio domestico s’intende la decisione, di una famiglia, di occuparsi in autonomia dello smaltimento dei rifiuti umidi, trasformandoli in terriccio ricco di nutrienti da spargere nel proprio giardino oppure orto o per coltivare piante in vaso. Dati autorevoli stimano che ben il 30% del totale dei rifiuti prodotti da un nucleo familiare sono organici, cioè riciclabili come terriccio. Un individuo che pratica il compostaggio domestico può evitare lo smaltimento di oltre 120 kg. di umido l’anno. Questo significa meno inquinamento, perché per il trasporto e lo smaltimento nelle strutture apposite adibite alla distruzione dei rifiuti, vengono impiegate grandi quantità di carburante ed energia. Il processo di compostaggio è la decomposizione dei rifiuti organici, fino a trasformarsi in un materiale naturale molto simile alla terra. Per ottenerlo è necessario far fermentare gli scarti organici in apposite compostiere, semplicemente attendendo i tempi necessari di fermentazione e decomposizione. I microrganismi, cioè batteri, muffe e funghi che si svilupperanno negli scarti organici, sono i responsabili del processo di compostaggio. I prodotti migliori da selezionare per il compostaggio domestico sono: scarti di frutta e verdura, pane secco o ammuffito, bustine usate del the, fazzoletti di carta o carta da cucina sporca. Con questi prodotti si può iniziare a fare del compost in modo semplice, veloce, con basso rischio di produrre cattivi odori. Il compost può essere fatto anche usando scarti di giardino, rametti, foglie bagnate o rovinate ma richiede tempi molto più lunghi: è consigliabile, se si vogliono riciclare anche questi prodotti, metterli a decomporre in una compostiera a parte, in modo da non inficiare il processo di compostaggio dell’umido. È sconsigliato, invece, utilizzare scarti di carne, pesce e le deiezioni animali, perché possono produrre cattivo odore. Il compostaggio con questi prodotti è possibile ma è più indicato per chi ha molto spazio esterno a disposizione.

 

Come si costruisce una compostiera e i suoi vantaggi

Costruire una compostiera domestica è un’operazione piuttosto facile. Innanzitutto, bisogna individuare una zona del proprio giardino, o spazio esterno alla casa, abbastanza lontano dalle mura domestiche, così si eviterà qualsiasi tipo di disagio in caso di cattivi odori. Per realizzare la compostiera si possono usare materiali di recupero: serve qualche mattone, qualche bancale di legno di quelli facilmente recuperabili in qualsiasi supermercato, trapano e chiodi o bulloni. Si comincia realizzando una base in mattoni. Sopra la base bisogna porre un bancale di legno sul quale si fisseranno gli altri bancali, perpendicolarmente, a formare le pareti della compostiera. È fondamentale che i bancali di legno siano fatti a liste, con delle fessure che permettano all’aria di circolare. Questo perché il processo di compostaggio necessita di ossigeno per poter deteriorare gli scarti correttamente. Una volta fissate le pareti della compostiera si possono usare delle listarelle di legno per stabilizzarla, montandole a triangolo, o a croce, sulla cima delle pareti stesse. All’interno della compostiera vanno semplicemente gettati i rifiuti organici che si vuole compostare. Se lo si desidera, per velocizzare il processo, si possono acquistare degli inoculi di microrganismi: una polvere da spandere nel compost, per velocizzarne il deterioramento. Gli inoculi si acquistano nei negozi di giardinaggio o fai-dai-te.

 
 

Compostiera: dove posizionarla e con cosa riempirla

La compostiera va posizionata all’esterno. L’ideale è avere un giardino o un grande terrazzo, in modo da poterla mettere sufficientemente lontano da casa e lontano dal limite del giardino o terrazzo dei vicini. La compostiera può essere fabbricata con materiali di recupero o comprata, nei negozi di bricolage. Può essere in legno o plastica. L’importante è che sia dotata di fessure, in modo che possa circolare l’aria e che permetta l’agevole rimestamento e arieggiamento del compost. Nella compostiera domestica si possono mettere:

tutti gli scarti di cibo: bucce e parti non edibili di frutta e verdura, frutta secca e gusci, gusci di uova, residui e avanzi di cibo, fondi di caffè, bustine di the e simili. È consigliato fare attenzione a scarti di carne e pesce: tendono a produrre odori più penetranti. Se la compostiera non è abbastanza isolata rispetto alle case, meglio evitare questi due prodotti
scarti di giardino: rametti, prodotto della potatura, erba tagliata, fiori marciti o caduti
– fazzoletti di carta, carta da cucina, carta igienica
deiezioni di animali domestici: anche in questo caso, però, tenere presente che producono molto cattivo odore

 
 
Cosa NON va messo nella compostiera e perché
Non vanno mai messi nella compostiera, perché non sono rifiuti organici, i seguenti materiali o qualunque cosa li contenga:

– vetro
– plastica
– pile
– carta trattata, ad esempio quella delle riviste o da regalo, o la carta-forno
– vernici, pitture, smalti, oli
– legno trattato, pitturato, verniciato o smaltato
– metalli

Inoltre, bisogna fare attenzione anche alla buona selezione dei materiali organici. Ad esempio:

– se gli scarti di giardino presentano parassiti o segni di malattia, non vanno messi in compostiera
– non eccedere con materiali come fazzoletti di carta e carta assorbente
– se si desidera compostare insieme sia l’umido di cucina che gli scarti di giardino è bene che siano messi in compostiera in percentuale del 50% per uno, per non rallentarsi reciprocamente nel processo

 
 
 

Consigli per iniziare in casa

  • Si possono evitare i cattivi odori?
    Per iniziare a creare del compost domestico bisogna, innanzitutto, accumulare una buona quantità di rifiuti umidi. Per farlo è necessario stoccare, per qualche giorno, i rifiuti domestici in casa, prima di trasferirli nella compostiera. Per poter conservare l’umido in casa senza che produca cattivo odore, basta utilizzare un contenitore in plastica a losanghe, quindi bucato e traspirante, foderato da un sacchetto di carta. È importante che i rifiuti siano più asciutti possibile: si consiglia di scolare bene frutta e verdura dal proprio succo, ad esempio, per evitare che l’umidità produca muffa e funghi. Prima di gettare l’umido nella compostiera e dare inizio al processo, è necessario preparare e strutturare il materiale di scarto. Per farlo bisogna:

    triturare i rifiuti
    aggiungere del materiale atto a fare massa: trucioli di legno o pellet per stufe
    aggiungere una manciata di compost, acquistabile presso tutti i negozi di bricolage e giardinaggio, che servirà anche a deodorare il composto

    A questo punto si può trasferire il composto ottenuto nella compostiera, ricordandosi di setacciarlo e girarlo a cadenza regolare, per far sì che possa ossigenarsi e mescolarsi, dando ai batteri l’habitat migliore per proliferare. Il processo di compostaggio dura circa 3 mesi. Quando il compost ha preso le sembianze di terriccio può essere usato per concimare piante in vaso, orti o giardini.

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  • Perché si accumulano i moscerini attorno alla compostiera? Come risolvere il problema?
    Gli insetti sono naturalmente attratti dagli odori nauseabondi: del cibo che si deteriora è, per loro, un profumo allettante, al quale non riescono a resistere. Non è difficile, quindi, notare un’invasione di mosche, moscerini e larve attorno al proprio compostaggio. Per risolvere il problema si può utilizzare un trucco infallibile: inserire nel compost dei pezzi di limone, precedentemente spremuto. Dopo aver lasciato il limone 24 ore nel compost bisogna estrarlo: sarà pieno di larve. A questo punto lo si scrolla in un sottovaso con un po’ di compost: le larve si interreranno e si potranno trasferire altrove, lontano dalla propria compostiera. Per ottenere un’efficace disinfestazione il procedimento va ripetuto più volte. Se, invece, nel compost si trovano dei lombrichi è da considerarsi un ottimo segno: questi vermi, infatti, aiutano il processo di compostaggio e non sono assolutamente da allontanare.


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